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Comuni

Valle Maira

Macra

L’attuale comune fu citato per la prima volta, con il nome di Alma, in un documento databile tra il 1155 e il 1176, una delle dodici terre dell’Alta Val Maira. 
Con il nome di Macra comprende dal 1928 l’antico Comune di Albaretto dal quale fu separata nel 1602. 
Il toponimo Macra si collega sia al nome della Valle sia a quello del torrente che la percorre. L’antico nome di Alma sarebbe una variante celto-ligure di “balma” con cui si indicavano antri, cavità al riparo della roccia. 
Posto nel cuore della valle omonima, è caratterizzato da una grande ricchezza e varietà di vegetazione. In alcune zone poste al riparo dalle correnti fredde alpine le condizioni climatiche hanno favorito la conservazione e lo sviluppo di specie vegetali rare, tanto che è ancora possibile individuare alcune varietà botaniche generalmente inusuali o addirittura estinte nel resto delle Alpi. 
A rendere questo luogo ancora più affascinante, contribuiscono infine le antichissime chiese e cappelle, notevoli testimonianze storiche della religiosità dei valligiani, in gran parte restaurate e visitabili. 
Macra costituisce la meta ideale per piacevoli gite ed escursioni più o meno impegnative in un ambiente naturale, salubre, di rara bellezza paesaggistica. Ai più esigenti ed esperti sono riservate le escursioni sulle alte cime montagnose come il Monte Rastcias, che supera i 2400 m, mentre per chi vuole percorrere sentieri più semplici, Macra propone diversi anelli di breve durata particolarmente interessanti, che ricalcano le antiche vie di un tempo. 

Da non perdere
Parrocchiale di San Marcellino
Sita in Borgata Villar. Al’interno gli affreschi sull’ala destra testimoniano che parte della sua fondazione risale probabilmente al XV secolo. Conserva una Pala del Gonin. 
 
Cappella di San Pietro
A poca distanza dalla parrocchiale, sull’antica mulattiera che porta a Camoglieres sorge la cappella. L’interno è un vano a pianta quadrata con volta a crociera conica di purissime linee gotiche. Sulla parete di sinistra sono affrescate scene dell’Infanzia di Cristo, su quella di destra episodi della vita di San Martino, sulla parete di fondo compaiono stratificazioni di affreschi di cui quelli più antichi rappresentano il Beato Pietro da Lussemburgo in preghiera davanti al crocefisso ed i Santi Pietro e Paolo. Tra le scritte poco leggibili compare la firma del pittore “Thomas de Biazaciis”. Nella volta compaiono i quattro Dottori della Chiesa. Di particolare rilievo è la decorazione del registro inferiore che corre lungo le pareti; qui un ignoto pittore, probabilmente locale, tardo-quattrocentesco, raffigurò una Danza Macabra. Tale figurazione, di origine francese e nordica, è rarissima in Piemonte. Si tratta di un vero e proprio ballo, di un dialogo fra i vivi e i morti rappresentati da scheletri danzanti che trascinano con se i vivi appartenenti alle diverse categorie sociali: sovrani, papi e prelati, mercanti, cavalieri. Ad ogni situazione corrisponde una breve dialogo tra il personaggio e lo scheletro in occitano antico di tipo corsivo. 
 
Chiesa di San Salvatore
Isolata su un breve spiazzo creato dalla rettificazione della strada che porta in Valle Maira, e forse la più antica della zona, probabilmente fondata dai canonici di Oulx verso l’inizio del XII secolo. È un edificio in pietra rozzamente squadrata e ciottoli di fiume con copertura in “lausas” e un portico sorretto da colonne rotonde; presenta una facciata a vela ed un piccolo campanile a vela. L’interno è formato da una sola navata con soffitto a capriate a vista e la zona absidale affrescata. Sui muri laterali del presbiterio affreschi databili agli inizi del XIII secolo rappresentano scene della Bibbia. Verso le metà del XV secolo venne sovrapposta o dipinta nell’abside una fascia con gli Apostoli suddivisi in quattro riquadri scanditi da finestrelle. 
 
Chiesa di Santa Maria Assunta di Albaretto
Collocata tra le borgate Serremorello e Chiatignano, è anch’essa presumibilmente d’epoca gotica. Nonostante gli affreschi interni siano andati perduti, restano però intatti il campanile, il corpo monumentale ed il portale in pietra con immagini scolpite.
Mulino Nell’abitato di Macra capoluogo è visibile uno dei mulini utilizzati per la macina del grano e delle sementi in generale. È il mulino più antico della Valle Maira la cui edificazione risale al 1800. Rimase in funzione fino al 1972. Di questo antico manufatto si conserva la struttura composta da 3 macine, 1 buratto , 1 mola, 1 bilancia basculante e 1 ruota con canalizzatori e chiuse ed inoltre gli strumenti e attrezzi per la lavorazione dei cereali. 
 
La Bottega del fabbro
Lungo il sentiero che collega borgata Bedale a borgata Langra è stata risistemata un’antica bottega di un fabbro; gli attuali proprietari hanno conservato tutti gli utensili e la disposizione originaria della bottega. Si può visitare in qualsiasi momento in quanto l’esposizione si trova all’aperto al piano terra dell’abitazione. 
Le pitture murali Nelle borgate Camoglieres e Garini sulle facciate esterne delle abitazioni è possibile ammirare alcuni splendidi affreschi ad opera di Giòrs Boneto di Paesana pittore itinerante ottocentesco. 
 
Manifestazioni
Macra e Celle Macra vengono oggi associate all’antica tradizione degli acciugai; molti emigranti partiti da questi due comuni divennero dei venditori ambulanti nelle piazze delle più famose città del nord Italia e contribuirono con i proventi del loro lavoro a far sopravvivere le famiglie rimaste a casa. 
Ancora oggi questo antico mestiere viene celebrato in una fiera, la popolare Fiera di San Marcellino che cade ogni anno il 25 aprile e che, oltre a proporre le famose acciughe cucinate alla valmairese, congiunge un altro aspetto molto importante della cultura valliva: la lingua occitana. Nell’ambito di questa manifestazione infatti viene proposto ormai da anni un “Rescontre di Sounaires” ovvero “incontro di suonatori” nel quale si fondono le diverse esperienze di tanti musicisti d’Oc sia piemontesi che transalpini.
 
Sentiero dei ciclamini
Situato in una magnifica conca, denominata così proprio per la presenza frequente di questi fiori (ciclamino selvatico). L’itinerario si snoda nel comune di Macra partendo da Bedale, attraverso Villar arriva a Camoglieres, prosegue alla volta di Caricatori, Langra e ritorna a Bedale. 
Via Ferrata di Camoglieres Si trova nella zona compresa tra Camoglieres (980m s.l.m) e la cima della Crocetta Soprana (1320 m s.l.m.). Il tracciato attrezzato segue esclusivamente cenge, camini naturali, terrazze, vecchie tracce di sentiero. I percorsi di discesa e le vie di fuga sono facili e panoramici e possono essere utilizzati in senso antiorario. Adatto anche alle persone poco esperte, la Via permette di inoltrarsi in un ambiente selvaggio, solitario e di straordinaria bellezza. 
 
Palestra di roccia di Camoglieres Dalla strada provinciale, prima di entrare nel paese di Macra si svolta a destra per la borgata Camoglieres; finita la strada si lascia l’auto per proseguire a piedi lungo un sentiero per circa 15 minuti. Tutte le vie sono attrezzate a “spit” e in ottimo stato di conservazione.

 

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