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Valle Grana

Caraglio

LA STORIA
Il nome di Caraglio compare per la prima volta in un documento del 1018, ma le origini dell’insediamento umano allo sbocco della Valle Grana sono molto più antiche.

Materiali archeologici risalenti all’età del ferro sono infatti stati rinvenuti sulla collina che accoglierà il castello e le fortificazioni medievali.
La frequentazione del territorio in età romana fu molto intensa e documentata con più evidenza in un nucleo posto presso la frazione di S. Lorenzo, la Res Publica Germa, attestata dalle epigrafi.
Rinvenimenti casuali effettuati a partire dal XVIII sec. e indagini archeologiche a più riprese condotte dal 1976 a oggi hanno portato alla luce strutture architettoniche (impianto termale, abitazioni private, epigrafi, materiale fittile e numismatico) databili fra il I sec. a.C. e il IV sec. d.C..
Del periodo altomedievale rimangono notevoli testimonianze, fra le quali basti citare l’epigrafe dell’VIII sec. posta sulla tomba di Evols, figlio del conte carolingio Hirica e alcuni fregi di pregevolissima fattura, provenienti ancora da S.Lorenzo.
Nell’XI sec. i documenti attestano la presenza della villa medievale alle falde della collina sulla quale si ergeva uno dei castelli più importanti di questo angolo del Piemonte, citato per la prima volta nel 1128. La sovranità su Caraglio spettava ai Conti di Auriate e Torino e, dalla metà del XII sec., al Vescovo di Torino, come espressamente dichiarato nel diploma di Federico Barbarossa del 1159.
In seguito Caraglio entra a far parte del Marchesato di Saluzzo e concorre nella spinta alla rivolta contro il marchese e alla fondazione di Cuneo nel 1198.
Nel 1372 ne vengono in possesso i Savoia; da un documento del 28 giugno 1376 risulta signore temporaneo del luogo sir John Hawkwood. Nel corso del XVI sec., nel momento conclusivo della lotta religiosa e politica contro la Riforma, si assiste all’annientamento della fiorente Chiesa Riformata di Caraglio con la solenne abiura del 4 luglio 1569.
Nei secoli successivi le vicende di Caraglio s’intrecciano con quelle del Piemonte Sabaudo.
Nella seconda metà dell’Ottocento divenne un importante centro per la lavorazione della seta. Quest’ultima peculiarità storica di Caraglio torna oggi a rivivere con la grande opera di restauro del Filatoio Rosso, esempio di archeologia industriale di livello assoluto, nel quale è stata individuata la sede del Museo Regionale della Seta.

Per info www.comune.caraglio.cn.it

 

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