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Scoprire il territorio

Ambiente e natura

Il Territorio

La Valle Grana si colloca tra le Valli Stura e Maira, in un composto paesaggio di paesi di Bassa Valle (Bernezzo, Caraglio, Cervasca e Vignolo) e paesi di Alta Valle (Monterosso Grana, Montemale di Cuneo, Pradleves, Valgrana e Castelmagno), ove i pendii si fanno più scoscesi e lo sguardo s’incanta tra antiche borgate e paesi pittoreschi. Ampie distese boschive di castagni, faggi e conifere seguono il percorso della strada in un paesaggio che sembra rimasto intatto nei secoli, e che introduce il turista alle bellezze della Valle.

Percorrendo la Valle, lunga poco meno di venti chilometri, si sale lungo lievi pendii fino a Pradleves, poi il percorso diventa improvvisamente ripido, e sullo sfondo appaiono le alte vette di Punta Tempesta e di Cima Test. 
Pur nelle sue ridotte dimensioni territoriali, è possibile imbattersi in ambienti naturali molto vari, dalla ricca pianura alluvionale del fondo valle, alle strette gole percorse da rapidi torrentelli, alle dolci e maestose praterie delle zone più elevate. 
In uno scenario tanto affascinante, dove la natura idilliaca accoglie e ammalia i turisti, non si può resistere alla pungente seduzione del rinomatissimo e prelibato formaggio Castelmagno DOP prodotto negli alpeggi e distribuito lungo l’intera Valle, in particolare presso il Caseificio cooperativo produttori della Alta Valle Grana, sito in Pradleves.
La Valle Grana non offre soltanto un prelibato formaggio Castelmagno, ma è capace di conquistare anche i palati più esigenti con una prelibata cucina da gustare nei vari ristoranti e alberghi della Valle… per scoprire piatti tipici o prodotti caratteristici della zona, quale ad esempio la famosa pera “madernassa”, le confetture di piccoli frutti ed i liquori artigianali. 
La varietà degli ambienti e del clima creano quindi quelle condizioni particolari che fanno sì che la Valle Grana, per la ricchezza e varietà di specie, sia un grande giardino botanico naturale. La fioritura che esplode da maggio è un prodigio naturale: decine di rare orchidee hanno saputo conservare la loro delicata nicchia ecologica e poi anemoni, crochi saxifraghe, genziane, viole, gigli, fino all’arcaico camedrio alpino, alla stella alpina e a centinaia di altre specie che non finiscono mai di stupire tanto il valligiano quanto il turista più distratto e frettoloso.
 
 
Quanto grande può essere una piccola valle?
“Il dolce andare per sentieri, la freschezza delle acque ed il silenzio sussurrato dei monti,
 la forza fedele degli affreschi, il sapore dolce dei frutti ed il sapore antico del formaggio,
 i sentieri ripidi e solatii, la sorpresa bella del fungo e la paziente attesa della trota,
 il profumo magico del fieno, i colori avvolgenti della sera e la tradizione intensa dei canti”
La Valle Grana è tutto questo, un abbraccio forte per sentirsi bene, un sorriso caldo per stare in amicizia.
 
La Valle Grana è un po’ tutto questo, ai suoi ospiti presenta un volto gelosamente nascosto tra i boschi e le cenge, dove una popolazione di pastori e contadini ha nel tempo attivamente operato, lasciando un patrimonio architettonico e paesaggistico di grande valore. Un patrimonio fatto di antichi sentieri, mulattiere, piste forestali, strade del sale; vie percorse nei secoli da uomini e animali che oggi si animano di nuova vita. Trekking, mountain bike, equitazione sono modi nuovi di vivere la montagna e agli appassionati di queste discipline la Valle Grana offre uno dei suoi volti migliori. Volto scoperto ed apprezzato dal Giro d’Italia nel negli ultimi anni ha dedicato per ben due volte la Cima Coppi ai mitici colli Fauniera e d’Esischie. 
E proprio sull’onda di questi successi è nato il Fauniera Chrono Test Point, il valico alpino ripensato come autentico spazio ciclistico di concezione avanzata. Alla partenza e all’arrivo della salita un dispositivo elettronico collegato con l’orologio atomico di Francoforte, attende gli sportivi ed elabora i riferimenti relativi alla performance restituendo un attestato. Ma oltre al Fauniera sono più di 100 i chilometri di bosco e alpeggio segnalati per i mountain bikers della Rampignado, gran fondo ormai tra le più classiche, considerata dai tecnici come una delle più selettive competizioni italiane. 
Ma la bicicletta non è l’unica faccia sportiva della Valle. Grazie a una geomorfologia che ne fa una nicchia ambientale dai caratteri talvolta unici, la Valle Grana da sempre si presta ad essere teatro di manifestazioni sportive che sappiano mettere in risalto i tratti naturali dell’area. Ecco perché, ad esempio, la pratica della pesca sportiva consente a questi spazi di offrire la loro migliore scenografia, quella dei boschi, delle vallette laterali e dei torrenti che hanno saputo nel tempo conservare intatto il loro fascino. L’escursionismo estivo può giovarsi del percorso invidiabile della Curnis Auta, che corre lungo tutti gli spartiacque che delimitano la Valle Grana contribuendo a rendere più accessibili i tesori verdi delle terre alte, mentre l’escursionismo invernale, sia con gli sci che con le racchette da neve, grazie ai bianchi silenzi ed alla varietà dei paesaggi incontaminati è un’occasione invitante per scoprire gli angoli più reconditi del territorio.
 Ma quando scende la sera la Valle vive di nuove suggestioni, iniziative, canti e balli occitani che animano le feste e le sagre in borgate incastonate sui pendii, occasioni per sperimentare i caratteri gastronomici che hanno reso famosa la valle in tutta Italia. Al centro di molti di questi eventi c’è un tesoro unico: il Castelmagno DOP, il re dei formaggi, con il suo profumo fragrante ed il gusto intenso. Prodotto nella valle oggi come nel medio evo quando, il Marchese di Saluzzo, nell’anno 1277, impose al Comune di Castelmagno di pagare il tributo annuo, non in denaro, ma in forme di formaggio. 
La produzione di frutta e ortaggi da agricoltura biologica è un altro aspetto tipico della cultura gastronomica della vallata che in pochi anni ha saputo creare il comprensorio a maggior vocazione biologica di tutto il Piemonte. La pera Madernassa e la castagna sono i prodotti di punta di un’economia rurale che ha saputo evolversi nel tempo conservando inalterati la genuinità e i sapori.
 Ma la Valle Grana non è solo sport e cucina, i tesori artistici distribuiti su tutto il territorio la trasformano in un museo diffuso. Le opere tardo medioevali del pittore Pietro da Saluzzo, riportate al loro originario splendore da recenti interventi di restauro del circuito Mistà sono testimonianze preziose della vivacità culturale di una popolazione mentre lo stupendo Santuario dedicato a San Magno, immerso nella silenziosa e verde conca omonima rappresenta ancora oggi un punto di riferimento della Fede della popolazione della Valle. Gli eventi etnico culturali che culminano nel Roumiage de Setembre sono occasioni per rivivere da protagonisti emozioni e colori di tempi passati che si ripropongono ogni anno colmi insieme di tradizione e rinnovamento.
 
 
Come trovare la Valle Grana…
 
Per chi viaggia sulla A6 Torino-Savona uscita al casello di Mondovì, Fossano o Sant’Albano Stura e da qui per Cuneo e Caraglio; oppure al casello di Marene seguire per Saluzzo, Busca e Caraglio. 
Per chi proviene dal Colle di Tenda in direzione Borgo S. Dalmazzo seguire le indicazioni per Caraglio.
 

 

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