Vai direttamente ai contenuti della pagina
Accessibilità: A A A | Normale | Solo Testo | Mappa del sito | Data di oggi Oggi, venerdý 18 agosto 2017

Scoprire il territorio

Tradizioni e cultura

Storia e Arte

Storia

Non ci sono resti in Valle Maira che documentino la presenza dell’uomo in epoca preistorica, se non le coppelle del Monte Roccerè a Roccabruna, mentre sono stati rinvenuti lapidi e oggetti che testimoniano la presenza dei Romani in questo territorio. 
Dopo le invasioni barbariche, il primo documento ufficiale in cui è menzionata la Valle Maira è la carta di fondazione dell’Abbazia di Santa Maria di Caramagna del 1028: il Marchese cedette al monastero i territori che oggi corrispondono ai comuni di Acceglio, Prazzo, Stroppo, San Damiano Macra e Roccabruna. 
Dopo essere stata governata da diversi feudatari locali, la Valle Maira entra a far parte del Marchesato di Saluzzo nel 1209. La Valle gode di una relativa autonomia e prosperità che si conclude, dopo varie vicissitudini, nel 1548 con l’estinguersi della dinastia dei Marchesi di Saluzzo e la conseguente annessione della Valle alla Francia. 
Il territorio è dunque interessato dal movimento calvinista e da tentativi di repressione. Lo stesso Carlo Emanuele I, duca di Savoia, con il pretesto di porre fine alle eresie si impadronisce del territorio nel 1588. 
Inizia così, con vani tentativi di opposizione, la dominazione sabauda. La valle viene coinvolta sia nella guerra di successione di Spagna che in quella d’Austria. Dopo il difficile secolo XVII, la Valle conosce un’importante ripresa agricola e demografica nel Settecento.  Coinvolta nella guerra napoleonica e momentaneamente incorporata al Dipartimento della Stura, la Valle ritorna a far parte del territorio sabaudo nel 1815. 
L’Ottocento è un secolo di relativa prosperità, l’agricoltura inizia però a fine secolo a diventare insufficiente per soddisfare il fabbisogno della popolazione che continua ad aumentare e diventa così inevitabile l’emigrazione, elemento caratterizzante la storia della valle Maira nel XX secolo. 
 
Arte e architettura
Cappelle campestri in stile romanico e gotico, affrescate da pittori itineranti che già nei secoli passati sono stati catturati dalla bellezza di questi luoghi, eleganti facciate a vela, piloni votivi e affreschi sulle case che si incontrano passeggiando attenti nelle borgate.
Un viaggio lungo una Valle che sa regalare al turista tesori preziosi d’arte e di architettura rurale.
L’architettura della valle è improntata sull’utilizzo dei materiali poveri disponibili sul territorio; le case sono costruite esclusivamente in pietra, legno, paglia e lose di ardesia, utilizzate per la copertura dei tetti. Anche gli stessi edifici di culto sono costruiti con materiali semplici e per questo a volte quasi non si distinguono dal resto delle borgate, se non fosse per i campanili. 
Chiese e cappelle hanno custodito nei secoli capolavori d’arte pittorica che si offrono al turista in tutta la loro affascinante bellezza, anche grazie ai sapienti lavori di restauro e conservazione degli ultimi anni. 
Passeggiando poi tra le numerosissime borgate della valle non si faticherà a ritrovare alcuni elementi distintivi, come le facciate a vela, utilizzate frequentemente nelle facciate delle case signorili; le colonne rotonde costruite in muratura e solitamente destinate a reggere tutto il peso della casa; le case villaggio, composte da diverse abitazioni unite per usufruire di spazi comuni. 
In bassa valle invece si possono ancora trovare i resti di abitazioni di paglia e fascine, utilizzate come ricovero per animali e attrezzi. Inoltre le abitazioni e gli edifici più importanti venivano abbelliti da particolari di pregio scultoreo o pittorico; come ad esempio balconi in legno abilmente lavorati e intagliati, affreschi quasi sempre a carattere religioso e meridiane.
 
Lingua e tradizioni 
In Valle Maira ancora oggi si parla la lingua occitana-provenzale: lingua romanza, definita per la prima volta come tale da Dante Alighieri nel Devulgari Eloquentia insieme all’italiano e al francese. 
È riconosciuta in Italia come lingua minoritaria dal 1999. 
Con il termine occitano si designa oggi anche un territorio che comprende in Italia circa venti comuni nelle Province di Torino, Cuneo, Imperia e Cosenza; in Francia si hanno le sette regioni storiche meridionali, oltre alla Val d’Aran in Spagna. 
Questo territorio non ha mai conosciuto unità politica e non si è mai costituito come autonomo. 
È quindi caratterizzato soltanto da una lingua e da una cultura comuni: in Valle Maira, come in tutto il territorio occitano, sono numerosissime le leggende e le tradizioni orali, raccontate proprio nel dialetto locale.
Narrano di masche, streghe buone, e di sarvan, strani personaggi in parte uomini e in parte animali, che animano i boschi e allietavano o spaventavano le lunghe sere invernali che gli abitanti delle borgate passavano insieme nelle stalle per rigenerarsi dal freddo e dal duro lavoro.
 
Natura 
Valle Maira: selvaggia e incontaminata, dove la natura è indiscussa regina.
Risalendo il territorio valmairese si incontrano in bassa valle frutteti e coltivazioni di grano e granoturco insieme a boschi di castagni, querce e robinie; nella zona media invece soprattutto faggi e pino silvestre; mentre l’alta valle è caratterizzata da boschi di conifere fino ad arrivare a zone pascolive e pietraie ad altitudini elevate, con rarità botaniche come la stella alpina, l’achillea, il ginepro o la Regina delle Alpi.
Una valle che è anche il rifugio di una ricca fauna: lungo gli infiniti sentieri non è raro incontrare sul proprio cammino cervi o camosci, vedere volare alti nel cielo rapaci come la poiana o sentir fischiare qualche marmotta.
 
 

 

 

Privacy e Note Legali